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Tappe fondamentali sopra le nuvole

Ogni epoca ha il suo aeromobile. Scopra i modelli che definiscono la nostra flotta: dai primi velivoli a elica e dai primi jet fino agli aerei per voli a lungo raggio di ultima generazione. Parta per un viaggio tra innovazione e comfort, verso nuovi orizzonti del volo.

Il sogno di volare

L’aviazione è il risultato di un’evoluzione continua: vite dopo vite, rivetto dopo rivetto, fibra di carbonio dopo fibra di carbonio. Dal 1926 Lufthansa rappresenta un punto di riferimento per l’innovazione e contribuisce in modo determinante allo sviluppo del settore, introducendo aeromobili che hanno aperto nuove destinazioni, ridefinito l’autonomia di volo e stabilito nuovi standard di comfort e affidabilità.

Scopra alcuni dei modelli emblematici che hanno contribuito a questo progresso. La invitiamo a decollare con noi nella storia: dai primi velivoli della Deutsche Luft Hansa alla “Regina dei Cieli” fino ai jet più moderni.

Pionieri del trasporto passeggeri

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Dal 1926 al 1930 circa, i primi aeromobili della Deutsche Luft Hansa erano prevalentemente piccoli aerei da trasporto e postali, che rappresentavano il passaggio dai voli pionieristici all’aviazione commerciale. Tra i modelli utilizzati figuravano il Dornier Komet III, lo Junkers G 38 e il Dornier Do J “Wal” [Balena]. In quegli anni erano due i modelli che si distinsero particolarmente.

Lo Junkers F 13

La “madre di tutti gli aeromobili commerciali”, lo Junkers F 13 fu presentato nel 1919 come il primo aeromobile passeggeri interamente in metallo con struttura a sbalzo e rivestimento in lamiera ondulata. Le quattro persone a bordo che poteva ospitare disponevano di una cabina chiusa e riscaldata: una vera rivoluzione per l’epoca. La fusoliera leggera e robusta in duralluminio lo rendeva particolarmente adatto per il nascente settore del trasporto aereo di linea. All’inizio degli anni Trenta ne erano già stati costruiti oltre 300 esemplari: un traguardo tecnologico da cui si sarebbe sviluppata la futura flotta Lufthansa.

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Motore

Junkers L 5, motore a 6 cilindri, 22.920 cc, fino a 310 CV

Velocità

Velocità massima: circa 170 km/h
Velocità di crociera: circa 140 km/h

al decollo

1.800–2.000 kg

Autonomia

1.000–1.200 km

Posti

Due membri dell’equipaggio in cabina di pilotaggio aperta e quattro passeggeri in cabina chiusa

Focke-Wulf A 17a “Möwe” [Gabbiano]

Alla fine degli anni Venti, il Focke-Wulf A 17a rappresentava un pilastro economico per la giovane Deutsche Luft Hansa e trasportava circa il 12% del traffico di linea complessivo. Questo monoplano ad ala alta a sbalzo, realizzato con materiali compositi, offriva una cabina chiusa per un massimo di dieci passeggeri e vantava un’autonomia di circa 800 chilometri. Ideale per itinerari europei come Berlino–Zurigo o Berlino–Parigi, costituì un passaggio importante verso un servizio passeggeri regolare.

Motore

Gnome-Rhône 9A Jupiter, motore radiale a 9 cilindri,
28.700 cc, 480 CV

Velocità

Velocità massima: circa 200 km/h
Velocità di crociera: circa 170–175 km/h

al decollo

4.000 kg

Autonomia

800 km

Posti

Due membri dell’equipaggio in cabina di pilotaggio chiusa e 8–10 passeggeri in cabina

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“Zia Ju”: il punto di riferimento di un’epoca

Lo Junkers Ju 52/3m rimane probabilmente uno dei più famosi aeromobili passeggeri tedeschi ed è diventato il marchio di Lufthansa nei cieli. Questo velivolo da trasporto trimotore con fusoliera in metallo ondulato poteva trasportare fino a 17 passeggeri. Era considerato estremamente affidabile e, grazie alla sua struttura robusta, era in grado di decollare e atterrare anche su piste corte o improvvisate.

Nel 1932 Lufthansa integrò nella flotta il primo Ju 52. In breve tempo questo modello arrivò a rappresentare circa la metà degli aeromobili operativi, impiegati su rotte da Berlino a Londra, Parigi e attraverso le Alpi. La combinazione di velocità di crociera moderata, grande stabilità e consumi contenuti rese la “Zia Ju” il punto di riferimento dei collegamenti di linea europei. Lo Junkers Ju 52/3m è stato utilizzato anche per spettacolari voli di prova e missioni speciali, come il volo D-ANOY del 1937 da Berlino, sorvolando i monti Pamir, fino alla Cina. Tuttavia, non è stato impiegato soltanto nell’aviazione civile. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Luftwaffe lo usò come aereo da trasporto e rifornimento, per l’addestramento dei piloti militari e come bombardiere.

Oggi rimane uno dei simboli più caratteristici degli inizi del trasporto aereo passeggeri moderno. Ma allo stesso tempo la “Zia Ju” rappresenta un capitolo della storia di Lufthansa inestricabilmente legato al regime nazionalsocialista.

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Motore

3 motori radiali BMW 132 a 9 cilindri, 27.689 cc e circa 660–725 CV ciascuno → potenza totale: circa 2.000 CV

Velocità

Velocità massima: circa 250–265 km/h
Velocità di crociera: circa 180–200 km/h

al decollo

9.600–10.500 kg

Autonomia

1.300 km

Posti

15–17

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Silenzioso turboelica nei cieli d’Europa

Con il britannico Vickers Viscount 814, Lufthansa entra nell’era dei turboelica. A partire dal 1958, undici Viscount stabilirono nuovi standard nei servizi di linea tedeschi ed europei. I quattro motori Rolls-Royce Dart garantivano voli significativamente più silenziosi, veloci e con meno vibrazioni rispetto ai precedenti aeromobili a pistoni come il Convair CV-340, rendendo il “Viscount” un apprezzato mezzo di lavoro sugli itinerari europei fino agli anni Sessanta.

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Motore

4 motori Rolls-Royce Dart a turboelica, circa 1.750–1.770 CV ciascuno

→ potenza totale: circa 7.000 CV

Velocità

Velocità massima: circa 560–575 km/h
Velocità di crociera: circa 520–530 km/h

al decollo

32.800–32.900 kg

Autonomia

2.200–3.000 km

Posti

71–75

Ultima stella dell’era degli aerei a elica

A metà degli anni Cinquanta, la Lockheed Super Constellation e l’ammiraglia L-1649A Starliner, ribattezzato da Lufthansa “Super Star”’, proiettano la compagnia sulle rotte nordatlantiche. Nel 1955, un L-1049G inaugurò il servizio transatlantico per New York, seguito nel 1957 dalla “Super Star” come nuova ammiraglia, in grado di trasportare fino a 99 passeggeri e, dal 1958 in poi, dotata dell’esclusiva classe Senator. I quattro potenti motori a pistoni e i grandi serbatoi di carburante ausiliari consentivano voli senza scalo da Amburgo a New York: viaggi fino a 17 ore attraverso l’oceano che offrivano un elevato livello di comfort per l’epoca e un’autonomia superiore a 10.000 chilometri.

Dal punto di vista tecnico, per Lufthansa il Lockheed Super Constellation ha rappresentato il culmine e, allo stesso tempo, la fine dei grandi aerei a elica per voli a lungo raggio. Oggi, un L-1649A fedelmente restaurato è tornato come pezzo centrale del nuovo Lufthansa Conference and Visitor Center, a testimonianza di un’epoca in cui i velivoli di lusso con motori radiali e triple derive conquistavano l’Atlantico. Il leggendario design “Super Star” di quegli anni vive ancora oggi, ripreso nella livrea dallo stile rétro di un Airbus A320-200.

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Motore

4 motori Wright R-3350 radiali a doppia stella a 18 cilindri, 54.870 cc e circa 3.400 CV ciascuno

→ potenza totale: circa 13.600 CV

Velocità

Velocità massima: circa 540–600 km/h
Velocità di crociera: circa 480–500 km/h

al decollo

72.500 kg

Autonomia

9.500–10.000 km

Posti

60–80

Grandi velivoli sull’Atlantico

Per Lufthansa, nel 1960, il Boeing 707 segna l’inizio dell’era dei jet. Il quadrimotore dimezzava i tempi di percorrenza sulla rotta nordatlantica, trasportava circa 140 passeggeri ed era più silenzioso e meno soggetto a vibrazioni rispetto ai precedenti velivoli a elica. In media, un 707 sostituiva quattro Super Constellation, consolidando definitivamente Francoforte come hub del traffico jet globale.

Motore

4 motori turbofan Rolls-Royce Conway Mk.508, ciascuno con circa 80 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 42.880 CV

Velocità

Velocità massima: circa 1.000 km/h
Velocità di crociera: circa 880–900 km/h

al decollo

151.000 kg

Autonomia

7.500–9.000 km

Posti

148

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City Jet: innovazioni per i voli a corto raggio

Nel 1968, Lufthansa introduce il Boeing 737 come “City Jet”, portando anche i voli a corto raggio nell’era dei jet. Il Chief Technology Officer Gerhard Höltje e i team tecnici di Lufthansa Technik AG furono determinanti nel promuovere lo sviluppo da parte di Boeing di un jet a corto raggio completamente nuovo. Sulla base di specifiche dettagliate per cabina, configurazione del motore e facilità di manutenzione, venne realizzato un velivolo pensato per i collegamenti tra le città europee, con carrello d’atterraggio basso, tempi di rotazione rapidi e circa 100 posti. Nel 1965, Lufthansa fu il primo cliente al mondo a effettuare un ordine in serie per questo aeromobile. Il Boeing 737-100 effettuò il suo primo volo il 9 aprile 1967 e nel febbraio 1968 Lufthansa iniziò a mettere in servizio i primi esemplari della serie.

Il soprannome “Bobby” deriva da un libro per l’infanzia in cui il 707 era il padre (in un’edizione successiva, il Boeing 747), il 727 la madre e il 737 il piccolo “Bobby”: un nome adottato con affetto da tutto il personale Lufthansa.

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Motore

2 motori turbofan Pratt & Whitney JT8D 15, ciascuno con circa 96 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 25.800 CV

Velocità

Velocità massima: circa 930 km/h
Velocità di crociera: circa 820–850 km/h

al decollo

50.800–52.400 kg

Autonomia

3.000–3.200 km

Posti

90–100

Regina dei cieli: Lufthansa entra nell’era del Jumbo

L’ingresso in servizio del primo Boeing 747 di Lufthansa sull’itinerario Francoforte–New York, il 26 aprile 1970, cambia il concetto di volo. Il “Jumbo” pesava oltre 300 tonnellate a pieno carico, offriva 365 posti e i suoi due corridoi permettevano un servizio più rapido e personalizzato. A bordo era possibile assistere a proiezioni cinematografiche e programmi musicali, nonché usufruire di una scala che conduceva all’esclusiva lounge sul ponte superiore: un vero e proprio salotto volante sopra l’Atlantico.

Il 747, presto celebrato con il soprannome “Regina dei cieli”, divenne simbolo di innovazione globale: ridusse i costi unitari, rese i voli a lungo raggio accessibili a una classe media in crescita e consolidò definitivamente Francoforte come hub internazionale. Nel 1972 fu introdotta la versione cargo con muso basculante, capace di trasportare fino a 100 tonnellate di merce, ovvero l’equivalente di 72 Maggiolini VW: un’altra tappa fondamentale nella storia di successo di questo eccezionale velivolo.

In collaborazione con Boeing, Lufthansa ha contribuito ai successivi sviluppi del Jumbo dando vita a due esempi emblematici: il Boeing 747-400 alla fine degli anni Ottanta e il suo successore, il 747-8, dal 2012 in poi.

Motore

4 motori turbofan Pratt & Whitney JT9D-3A, ciascuno con circa 193 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 103.500 CV

Velocità

Velocità massima: circa 960 km/h
Velocità di crociera: circa 910 km/h

al decollo

334.000 kg

Autonomia

8.500–9.800 km

Posti

365

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Trimotore giramondo per l’Estremo Oriente

A partire dal 1974, Lufthansa amplia la sua flotta di jet Jumbo con l’aggiunta del McDonnell Douglas DC-10-30 sulle rotte a lungo raggio con un volume medio di passeggeri. Questo aeromobile trimotore a fusoliera larga, con il suo caratteristico motore montato in coda, offriva circa 250 posti e garantiva principalmente collegamenti con destinazioni in Sud America e in Estremo Oriente, come Francoforte–Roma–Karachi–Delhi–Bangkok–Hong Kong–Tokyo. Fino al 1994, il DC-10 è stato utilizzato per trasportare in tutta sicurezza oltre 42 milioni di passeggeri Lufthansa in tutto il mondo.

Motore

3 motori turbofan General Electric CF6-50C, ciascuno con circa 227–240 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 96.000 CV

Velocità

Velocità massima: circa 950 km/h
Velocità di crociera: circa 900 km/h

al decollo

259.000 kg

Autonomia

9.500–10.500 km

Posti

250–270

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Il primo jet europeo a fusoliera larga: il Lufthansa Airbus A300

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Con l’Airbus A300, Lufthansa diviene la prima linea aerea tedesca a introdurre un vero jet a fusoliera larga su rotte a corto e medio raggio a metà degli anni Settanta. Come uno dei principali clienti del nascente consorzio Airbus, Lufthansa integrò direttamente i propri requisiti operativi nello sviluppo del velivolo, dalla disposizione della cabina alle operazioni di terra. Il risultato fu un aeromobile bimotore a fusoliera larga in grado di competere con i modelli americani e, allo stesso tempo, di stabilire nuovi standard europei.

La cabina a due corridoi dell’A300, lunga 39 metri e larga poco più di 5 metri, era progettata per ospitare circa 250 passeggeri, di cui 24 in First Class e 229 in Economy. Tre cucine di bordo di ampie dimensioni permettevano un livello di servizio fino ad allora riservato ai voli a lungo raggio. Sotto il ponte, l’A300 poteva ospitare container e pallet standardizzati: un passo avanti verso l’integrazione delle operazioni passeggeri e cargo.

Motore

2 motori turbofan General Electric CF6-50C1, ciascuno con circa 233–236 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 63.500 CV

Velocità

Velocità massima: circa 910 km/h
Velocità di crociera: circa 870 km/h

al decollo

165.000 kg

Autonomia

5.300–5.800 km

Posti

250–270

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Nell’operatività quotidiana, l’A300 dimostrò i vantaggi di un jet bimotore ad alte prestazioni e a basso consumo di carburante su rotte europee molto trafficate. Per Airbus rappresentò il modello d’ingresso sul mercato globale, mentre per Lufthansa fu simbolo tangibile dell’unità europea nel settore aeronautico, nonché precursore della successiva famiglia Airbus, dagli A310 ai A380.

Lufthansa svolse un ruolo chiave nella progettazione del successore dell’A300, guidando il progetto dell’Airbus A310 e richiedendo un jet a fusoliera larga più leggero e a lungo raggio con superficie alare e apertura alare minime per operare nell’intenso traffico europeo; esigenze che portarono alla definizione del design delle ali e del concetto aerodinamico all’origine dell’innovativo profilo alare supercritico.

Fly-by-wire per l’Europa: la famiglia Airbus A320

A partire dalla metà degli anni Ottanta, Lufthansa introduce nella propria flotta quella che all’epoca era la famiglia di aeromobili commerciali più moderna: l’Airbus A320. Tra i primi clienti del progetto, la compagnia partecipò attivamente al suo sviluppo, contribuendo a definire una disposizione standardizzata della cabina di pilotaggio per tutti i jet Airbus di piccole dimensioni. Per la prima volta, un sistema digitale fly-by-wire controllava l’aeromobile, riducendo peso e consumo di carburante e aumentando al contempo la sicurezza operativa.

Anni Ottanta

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Motore

2 motori turbofan CFM International CFM56-5A/-5B, ciascuno con circa 111 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 30.000 CV

Velocità

Velocità massima: circa 890 km/h
Velocità di crociera: circa 850 km/h

al decollo

73.500 kg

Autonomia

4.800–6.150 km

Posti

150–168

Con le più recenti generazioni A320neo, caratterizzate da cabina più silenziosa e motori ancora più efficienti, Lufthansa fa un ulteriore passo avanti: rispetto alle versioni precedenti, il consumo di carburante per posto è notevolmente ridotto, mentre aumentano autonomia e comfort. I modelli A319, A320, A321 e le relative versioni neo costituiscono oggi il pilastro della rete europea dal punto di vista dell’efficienza.

2026

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Motore

Motori Pratt & Whitney PW1127G-JM, ciascuno con circa 120 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 32.000 CV

Velocità

Velocità massima: circa 890 km/h
Velocità di crociera: circa 840 km/h

al decollo

79.000 kg

Autonomia

6.850 km

Posti

165–194

Il gigante a doppio ponte

Nel 2010, con il lancio dell’Airbus A380, Lufthansa entra nell’era dei mega jet a fusoliera larga. A seconda della configurazione, questo quadrimotore a doppio ponte offre oltre 500 posti, consentendo di servire itinerari ad alta domanda come Francoforte–New York o Francoforte–Shanghai con un numero ridotto di voli: un vantaggio significativo quando la disponibilità di slot è limitata. Motori moderni, ampia presenza di materiali compositi leggeri e cabina silenziosa rendono l’A380 un efficiente ambasciatore del brand Lufthansa in volo.

Motore

4 motori turbofan Rolls-Royce Trent 970/972-84, ciascuno con circa 334–348 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 180.000 CV

Velocità

Velocità massima: circa 960 km/h
Velocità di crociera: circa 940 km/h

al decollo

560.000 kg

Autonomia

15.000 km

Posti

509

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Il caratteristico “occhio da procione” sui voli a lungo raggio

Dal 2016, con l’Airbus A350-900, Lufthansa amplia la flotta con il suo velivolo a lungo raggio più avanzato dal punto di vista tecnologico, segnando il progressivo pensionamento dell’era dei quadrimotori. Questo aeromobile bimotore, con il suo design leggero e uniforme, i moderni motori Rolls-Royce e una capacità di circa 293 posti, sta gradualmente sostituendo l’A340-300 e l’A340-600.

All’interno, finestrini ampi, maggiore pressione in cabina, umidità migliorata e un concetto di illuminazione flessibile rendono l’esperienza di viaggio ancora più confortevole. La cabina è progettata appositamente per voli notturni a lungo raggio e itinerari diurni ad alta intensità. Per gli equipaggi, l’A350 rappresenta una vera “cabina di pilotaggio di nuova generazione”. Grazie a grandi schermi digitali, sistemi all’avanguardia e un’ampia autonomia, l’A350 si conferma un aereo per voli a lungo raggio versatile impiegato per i collegamenti con il Nord America e l’Asia; in futuro, servirà anche i mercati premium con una maggiore richiesta di First Class, grazie all’integrazione sempre più diffusa della nuova generazione di cabine Lufthansa Allegris.

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L’A350-1000, il modello superiore lungo quasi 74 metri, fa un passo avanti offrendo circa il 15% di capacità in più rispetto all’A350-900 e si conferma come soluzione ideale per itinerari affollati con elevato numero di passeggeri premium. Con un totale di 75 velivoli A350-900 e A350-1000 ordinati, questo tipo di aeromobile diventa un pilastro strategico della flotta intercontinentale di Lufthansa: un passaggio generazionale destinato a definire standard tecnologici, qualità del prodotto e struttura della flotta nel lungo termine.

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Motore

2 motori turbofan Rolls-Royce Trent XWB-84, ciascuno con circa 375 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 100.000 CV

Velocità

Velocità massima: circa 960 km/h
Velocità di crociera: circa 910 km/h

al decollo

283.000 kg

Autonomia

15.000–15.750 km

Posti

267–293

Dreamliner: un nome, una garanzia

Il Boeing 787-9, noto anche come Dreamliner, affianca dal 2022 la flotta A350 di Lufthansa come moderno aeromobile bimotore sugli itinerari a lungo raggio, coprendo temporaneamente le esigenze di capacità in attesa dell’arrivo del 777-9. Con cabina silenziosa, ampi finestrini oscurabili e un prodotto di bordo all’avanguardia, il Dreamliner opera principalmente itinerari verso Nord America e Asia. Al contempo, il 787-9 simboleggia la trasformazione della flotta: entro il 2026 si prevede l’entrata in servizio di oltre 20 aeromobili, molti dei quali dotati della nuova cabina Lufthansa Allegris, in sostituzione dei modelli più datati a quattro motori.

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Motore

2 motori turbofan General Electric GEnx-1B74/75, ciascuno con circa 330–331 kN di spinta

→ potenza equivalente a circa 88.000 CV

Velocità

Velocità massima: circa 950 km/h

Velocità di crociera: circa 915 km/h

al decollo

254.000 kg

Autonomia

17.000 km

Posti

287–294

Il sogno di volare continua...

Ma la storia non finisce qui. I servizi digitali e i nuovi concetti di cabina come Lufthansa Allegris dimostrano come i cieli siano in costante evoluzione per offrire un’esperienza di viaggio sempre più silenziosa, confortevole e connessa. In questo scenario si inseriscono naturalmente le nuove generazioni di aeromobili, tra cui il Boeing 777X, un modello all’avanguardia basato sulla famiglia 777. Anche in questa occasione, Lufthansa conferma il proprio ruolo di guida nel settore partecipando al progetto come cliente di lancio.

Allo stesso tempo, l’aviazione si trova ad affrontare sfide importanti: flotte più efficienti e tecnologie innovative stanno trasformando profondamente il modo di viaggiare. Chi sceglie di volare con noi oggi entra a far parte di questo nuovo capitolo, contribuendo a definire un futuro del volo capace di coniugare fascino e responsabilità.

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Nota sui dati tecnici degli aeromobili
Tutte le specifiche tecniche relative a motori, velocità, autonomia, peso e capacità di posti si basano su fonti storiche, dati dei produttori e varie fonti secondarie. In particolare, per i modelli di aeromobili degli anni Venti e Trenta, i dati possono risultare talvolta incoerenti: diverse varianti di modello e motore, modifiche successive, profili operativi dei rispettivi operatori e differenti metodi di misurazione e arrotondamento generano valori differenti. Di conseguenza, online è possibile riscontrare cifre contrastanti. I dati qui riportati vanno quindi considerati come linee guida frutto di attente ricerche e approssimazioni, non come dati di riferimento standard in ogni dettaglio, e non sostituiscono documenti ufficiali del produttore o certificazioni.

Nota sulle specifiche di potenza dei motori
Per quanto riguarda i motori a reazione, l’indicazione tecnica corretta della potenza è espressa in kilonewton (kN) di spinta. Per consentire un confronto con i velivoli a pistoni e a turboelica citati in questa cronologia, si è proceduto alla conversione dei valori di spinta dei motori a reazione in “equivalenti di potenza in cavalli” (regola empirica: 1 kN ≈ 134 CV). Tali valori hanno scopo puramente illustrativo e vanno intesi come cifre indicative a scopo comparativo; non rappresentano dati prestazionali tecnici o rilevanti ai fini della certificazione e non sostituiscono in alcun modo le specifiche prestazionali precise basate sulla spinta.