Dal primo schizzo al logo del centenario: la gru di Lufthansa ha vissuto molte trasformazioni nel corso degli anni. Eppure, nella sua essenza, è sempre rimasta la stessa. Si tratta di uno dei marchi più longevi dell’aviazione ed è considerato uno dei loghi di maggior successo di sempre. Ma la gru è molto più di un semplice logo: simboleggia la storia di un marchio globale e da oltre un secolo è sinonimo di fiducia, nuovi inizi e capacità di rinnovarsi.
La nascita di un marchio
È il 1918. In uno studio di Berlino, l’architetto e grafico Otto Firle traccia con pochi tratti un semplice schizzo di una gru per la società tedesca del trasporto aereo Deutsche Luft-Reederei. L’obiettivo è esprimere il connubio tra il dinamismo del volo e la precisione tecnica: un grande uccello che si leva verso il cielo a rappresentare progresso, eleganza e la nuova libertà del viaggio aereo. Quello che nasce come un semplice simbolo si rivelerà così potente da sostenere l’identità di un marchio per oltre cent’anni.
Nel 1926, dalla fusione tra Deutsche Aero Lloyd e Junkers Luftverkehr nasce Deutsche Luft Hansa A.G. Progettata originariamente da Otto Firle per Deutsche Luft-Reederei, la gru era già stata adottata da Deutsche Aero Lloyd nel 1923 e ora diventa definitivamente il simbolo della prima Lufthansa. La compagnia fa propri anche i colori blu e giallo di Junkers: una combinazione che, insieme alla gru, resterà indissolubilmente legata al trasporto aereo ‘made in Germany’.
Con l’ascesa dell’aviazione civile negli anni Venti e Trenta, la gru diventa una presenza costante della prima Lufthansa, comparendo su aeromobili, manifesti, orari di volo e brochure. Una vera e propria identità visiva aziendale non esiste ancora, ma un elemento resta invariato: la gru, simbolo essenziale, immediatamente riconoscibile e di forte impatto visivo. Negli anni Trenta Lufthansa viene inglobata sempre di più dal regime nazionalsocialista, collaborando a operazioni di propaganda, riarmo ed economia di guerra. Il libero sviluppo della grafica pubblicitaria si interrompe e, pur rimanendo il simbolo ufficiale, la gru viene ora utilizzata a fini propagandistici.
Nuovi inizi e nuovi linguaggi visivi
Dopo la guerra e la rifondazione della compagnia nel 1955, Lufthansa si riallaccia deliberatamente alla propria eredità visiva prebellica. Il logo della gru viene mantenuto, così come i colori blu e giallo. Sui primi velivoli Convair e Lockheed Super Constellation, la fusoliera e l’impennaggio tornano a vestirsi di blu e giallo; insieme a loro, l’inconfondibile profilo sinuoso della gru riprende a volare nel mondo. Dal punto di vista formale, la gru conserva ancora i tratti tipici degli anni Venti: una silhouette elegante ispirata all’Art Nouveau e linee organiche che si armonizzano perfettamente con il design aerodinamico del Super Constellation.
In questi anni, il valore della gru è soprattutto emotivo: un segno di riconoscimento che evoca continuità, affidabilità e maestria tecnica tedesca. Il contesto visivo che la circonda, tuttavia, è tutt’altro che coerente: i manifesti, le brochure e gli annunci pubblicitari adottano stili illustrativi, colori e layout molto diversi tra loro. A volte la gru compare come elemento decorativo, altre volte viene inserita quasi casualmente all’interno di una grafica multicolore e poco sistematica. Le uniche costanti sono la parabola sull’impennaggio e la presenza della gru come motivo principale. Tuttavia, manca ancora quel sistema di regole grafiche che, più tardi, trasformerà questo simbolo in una vera icona.
Da uccello decorativo a marchio figurativo moderno
La vera trasformazione in un’icona grafica inizia nei primi anni Sessanta. All’interno dell’azienda cresce la consapevolezza che un marchio figurativo così forte necessiti di una struttura grafica altrettanto solida, specialmente nel contesto delle operazioni internazionali. Ed è così che, nel 1962, Otl Aicher dà il via al Projekt 1400: insieme al gruppo di progettazione E5 avvia il restyling del logo della gru presso la scuola Hochschule für Gestaltung di Ulm, rivoluzionandone i principi estetici con un approccio razionale e funzionale che avrà un impatto determinante sull’identità visiva di Lufthansa.
Grazie alla riprogettazione portata avanti dalla scuola di Ulm, la gru diventa un vero e proprio sistema: acquisisce proporzioni fisse, colori definiti e regole di applicazione rigorose. A metà degli anni Sessanta, sulle code della flotta compare l’immagine destinata a diventare famosa in tutto il mondo: impennaggio blu, cerchio giallo e gru blu. Contemporaneamente vengono stabilite le linee guida che definiscono come il marchio figurativo debba apparire sui biglietti, sulle etichette bagaglio e sulle opere architettoniche: senza modifiche, mai distorto, né ridotto a mera decorazione. La gru diventa così il punto di riferimento visivo in un panorama di marchi sempre più complesso.
Il canarino scompare, la gru resta
Negli anni Settanta e Ottanta cambiano i tipi di aeromobili, le cabine, i mercati e le aspettative, ma la gru resta al suo posto. Ciò che evolve sono i colori e le loro applicazioni: il giallo si fa più caldo, il blu più scuro. Nel 1978 vengono introdotti dei colori standard precisi, il giallo melone RAL 1028 e il blu notte RAL 5022, per garantire l’aspetto coerente della gru in tutto il mondo. Allo stesso tempo, viene posta maggiore enfasi sull’esperienza a bordo: i sedili, i tessuti, l’illuminazione e le aree di servizio integrano i colori del marchio, rendendo la gru una presenza tangibile anche all’interno della cabina.
Nel 1988, uno studio di ampia portata rivela che Lufthansa viene percepita principalmente come una linea aerea distaccata, puramente orientata al business. In questo contesto matura la decisione di rendere l’immagine del marchio più coinvolgente sul piano emotivo. Il giallo acceso assume un ruolo centrale, permettendo a Lufthansa di distinguersi più nettamente dalla concorrenza, dominata per lo più dal blu. La gru rimane invariata, ma lo sfondo si fa più luminoso: maggiore presenza del giallo sia sull’impennaggio che in cabina e materiali di comunicazione arricchiti da accenti cromatici gialli. Alcune di queste soluzioni, tuttavia, si spingono così oltre da incontrare una forte resistenza interna. All’interno dell’azienda, la gru inizia a essere soprannominata il ‘canarino volante’.
Alla fine, però, prevale la continuità: la gru nel cerchio resta invariata, centro saldo e affidabile dell’identità visiva. Attorno a essa, colori, materiali e sfondi vengono aggiornati per risultare più accessibili, meno distanti e in linea con la sensibilità contemporanea, preservandone il valore simbolico.
Tradizione nel progresso
Nel 1996, l’evoluzione di Lufthansa non riguarda più solo l’aspetto visivo; infatti, si intensifica anche il desiderio di creare un legame emotivo con le radici dell’azienda. In collaborazione con lo studio californiano Frog Design, i banconi e le cabine vengono progettati in uno stile retrofuturistico che richiama volutamente la leggendaria fusoliera ondulata dello Junkers Ju 52.
Quando nel 2018 la gru festeggia il suo centenario, il marchio si presenta con un nuovo look moderno: un blu inedito e un carattere tipografico esclusivo esprimono la nuova identità di Lufthansa come marchio premium. Il giallo passa in secondo piano, limitandosi a piccoli accenti discreti.
Simbolo di una promessa per il futuro
Fiducia, affidabilità e progresso: ecco cosa rappresenta la gru di Lufthansa. Mentre i colori, la tipografia e il layout si sono evoluti e i servizi e l’offerta sono stati migliorati, la gru è rimasta il vero filo conduttore di tutta la storia dell’azienda: sempre riconoscibile, eppure capace di reinventarsi di generazione in generazione.