Dal primo lancio a una rete globale

Dall’inizio rivoluzionario a Berlino nel 1926 e dai primi voli transatlantici a un sistema multi-hub di orari perfettamente sintonizzati: nel corso di cento anni, la rete di Lufthansa si è evoluta da audaci voli pionieristici a un sistema di itinerari globale consolidato.

I primi voli di linea

Ore 07:25, aeroporto di Berlino-Tempelhof: il primo aeromobile di linea di ‘Deutsche Luft Hansa’ decollò con quattro passeggeri a bordo, diretto a Zurigo-Dübendorf in Svizzera, passando per Halle, Erfurt e Stoccarda-Böblingen. Poco dopo, il secondo aeromobile di linea decollò per una tratta nazionale con destinazione Colonia.

Destinazione mare

Fin dai primi voli, Deutsche Luft Hansa riconobbe subito la crescente popolarità delle località termali come destinazioni per le sue rotte nazionali, promuovendo i viaggi aerei come un modo rapido per raggiungere centri di villeggiatura sia sul Mare del Nord che sul Mar Baltico. Il 1° maggio 1929, l’azienda introdusse biglietti di andata e ritorno con uno sconto del 10%, incoraggiando chi partiva per le vacanze a scegliere in particolare gli itinerari stagionali verso le località termali e consolidando così la capacità della propria rete in quella particolare stagione.

A sinistra: per i voli verso le località termali costiere, Luft Hansa operò principalmente i Junkers F 13 dotati di galleggianti anziché ruote. A destra: un ‘Luftboy’ aiuta due giovani passeggeri a salire a bordo dell’aeromobile.

Una crescita rapida

Dalle prime rotte in partenza da Berlino-Tempelhof alla creazione di una rete paneuropea, Deutsche Luft Hansa crebbe rapidamente negli anni ’30. I voli notturni come Berlino–Königsberg, così come le rotte regolari attraverso le Alpi, i Pirenei, i Balcani, il Mare del Nord e il Mar Baltico, stabilirono standard tecnici e operativi. Grazie a joint venture come quella con Deruluft che volava a Mosca e con l’Eurasia Aviation Corporation che collegava con la Cina, stabilita nel 1930, Lufthansa fu uno dei primi pionieri delle rotte verso l’Europa orientale e l’Asia. Il risultato fu che, entro il 1938, la rete di collegamenti della compagnia copriva quasi 80.000 chilometri, collegando Europa, Asia e America tramite il suo hub a Berlino.

Il 1° maggio 1926 Luft Hansa lanciò la prima rotta notturna al mondo, trasportando passeggeri tra Berlino e Königsberg (l’odierna Kaliningrad) su un aeromobile Junkers G 24 a 3 motori.

Esplorazione, propaganda e nuove opportunità

Le spettacolari iniziative e spedizioni di Lufthansa resero la compagnia un simbolo di progresso e spirito pionieristico agli occhi del grande pubblico. Allo stesso tempo, con questi voli si stavano testando nuove rotte. Il volo verso i Monti del Pamir in Asia centrale nel 1937 e l’istituzione del servizio di posta aerea dell’Atlantico meridionale furono un’esperienza fondamentale e sono considerati i diretti precursori delle rotte intercontinentali di linea.

Dalla selezione degli scali alla valutazione delle condizioni meteorologiche e di altitudine, il successo di Lufthansa in questi voli pionieristici creò le condizioni operative per dare vita a una rete globale di collegamenti sia in termini di personale che di politica. L’enorme esperienza accumulata divenne ancora più importante dopo la rifondazione della compagnia nel 1953. Tuttavia, fin dall’inizio questa crescita fu strettamente legata alle politiche naziste, che sfruttarono questi risultati tecnici pionieristici per i loro scopi.

1933-1945

Lufthansa durante il nazionalsocialismo

L’ascesa al potere dei nazionalsocialisti in Germania nel 1933 segnò l’inizio del capitolo più buio non solo della storia del Paese, ma anche di quella di Lufthansa.

La prima Lufthansa divenne parte del regime nazista e partecipò alle sue attività militari e criminali. Questa linea di condotta, purtroppo, venne sostenuta da molte persone all’interno dell’azienda, anche se non da tutti. Prima e durante il periodo nazista, Lufthansa beneficiò tra l’altro di sovvenzioni statali e della collaborazione con esponenti di primo piano del nazionalsocialismo. Durante la Seconda guerra mondiale, la compagnia addestrò i piloti per la Luftwaffe e fu coinvolta nella produzione di munizioni. Migliaia di persone costrette al lavoro forzato, che in alcuni periodi arrivarono a rappresentare fino al 50% della forza lavoro, furono impiegate in condizioni discriminatorie e disumane.

Lufthansa coglie inoltre l’occasione del centenario della sua fondazione per riesaminare la propria responsabilità durante il periodo del nazionalsocialismo. Gli approfondimenti sul ruolo di Lufthansa durante l’epoca nazista sono contenuti nel volume Lufthansa: i primi 100 anniIl link sarà aperto in una nuova scheda del browser, scritto da tre storici economici indipendenti. Nell’estate 2026 sarà inoltre inaugurato all’aeroporto di Francoforte il nuovo centro visitatori Hangar One, che sarà sede, tra le altre esposizioni, anche di quella sui materiali relativi al periodo nazista.

Una nuova era dell’aviazione internazionale

Dieci anni dopo la fine della guerra, il 1° aprile 1955, un Convair CV 340 della nuova Lufthansa decollò per un volo da Amburgo a Monaco, mentre quasi contemporaneamente partiva un altro volo nella direzione opposta. L’aeromobile aveva una capacità di 44 passeggeri e una velocità massima di crociera di 430 chilometri all’ora. Queste partenze segnarono l’inizio di un servizio aereo nazionale tedesco che operava grazie a un permesso speciale, poiché la sovranità dell’aria era ancora nelle mani delle potenze occupanti. Il primo orario di voli del dopoguerra comprendeva solo quattro rotte, ma la rete crebbe rapidamente fino a coprire l’Europa occidentale.

Già dall’8 giugno 1955, il Lockheed Super Constellation, in partenza per un volo di linea diretto a New York, riportò Lufthansa sulla scena degli itinerari a lungo raggio. Negli anni successivi la rete di collegamenti si sviluppò proprio a partire da questo hub nordatlantico per trasformarsi in un sistema intercontinentale con una chiara attenzione ai collegamenti transatlantici.

Nella seconda metà degli anni ’50 furono attivate più rotte per il Nord e Sud America, nonché per il Vicino e l’Estremo Oriente, poiché la direzione di Lufthansa scelse volutamente delle rotte transatlantiche redditizie per riposizionarsi nel trasporto aereo globale.

L’era dei jet

Il primo Boeing 707 D-ABOB di Lufthansa arrivò ad Amburgo-Fuhlsbüttel il 2 marzo 1960.

Con l’introduzione del Boeing 707 nel marzo 1960, Lufthansa entrò nell’era dei jet. L’aeromobile a reazione dimezzò i tempi di volo sulle rotte a lungo raggio e consentì un maggior numero di collegamenti, soprattutto tra Francoforte e New York. Un numero sempre maggiore di voli a lungo raggio fu trasferito a Francoforte che, grazie alla sua posizione, si affermò come hub europeo di Lufthansa, collegato a una rete di voli feeder in crescita in Europa.

A partire dal 1964, la rotta polare attraverso la Groenlandia e il Polo Nord ridusse significativamente i tempi di volo per il Nord America e rafforzò la posizione di Francoforte come hub per il traffico aereo nordatlantico. Allo stesso tempo, Lufthansa riprese le tradizioni prebelliche: tornò a volare verso l’Europa orientale e ampliò la sua rete in Asia, diventando ancora una volta la ‘linea aerea numero uno tra Europa e Asia’, a cui si aggiunsero le rotte cargo operate dal Boeing 707 con una capacità di carico fino a 40 tonnellate.

I pazzi anni ’70, con una chiara assegnazione dei ruoli

Lufthansa è stata la prima linea aerea europea a lanciare un servizio di linea tra Francoforte e New York, operato da un Boeing 747. Il jumbo jet a fusoliera larga e dalle dimensioni importanti iniziò così a solcare i cieli delle principali rotte nordatlantiche. Con una capacità massima di 361 posti, un cinema a bordo, una lounge sul ponte superiore e due corridoi, il 747 divenne un simbolo della crescente capacità a lungo raggio della compagnia e il vettore usato sulle rotte più richieste. La flotta intercontinentale si arricchì poi del trimotore Douglas DC-10, portando a una chiara differenziazione all’interno della rete di collegamenti: i jumbo jet venivano usati per rotte ad alto traffico come Francoforte–New York, mentre i DC-10 per rotte a lungo raggio meno affollate, ma strategicamente importanti.

Negli anni Settanta, il trasporto di passeggeri e merci crebbe in modo significativo in tutta la rete intercontinentale. Allo stesso tempo, però, i ricavi ne risentirono a causa dell’aumento dei costi e delle fluttuazioni valutarie. La rete di collegamenti fu ampliata a livello geografico fino a raggiungere risultati senza precedenti.

L’introduzione di un McDonnell Douglas DC-10-30 D-ABHO ad Hannover, il secondo aeromobile a fusoliera larga della flotta intercontinentale dopo il Boeing 747 (1974).

Nuovi orizzonti, nuove pressioni

Gli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 furono un decennio in cui la crescita, la deregolamentazione e le pressioni sui costi contribuirono contemporaneamente all’espansione e alla razionalizzazione della rete di collegamenti di Lufthansa. Le nuove generazioni di aeromobili a fusoliera larga, come i modelli a lungo raggio Boeing 747-400 ed Airbus, consentirono collegamenti diretti più frequenti, in particolare sulla rotta Francoforte–Nord America.

Dall’inizio degli anni Novanta, l’apertura dell’Europa centrale e orientale portò nuove opportunità politiche e voli che rafforzarono i collegamenti tra l’ex blocco sovietico e l’hub dell’Europa occidentale. Allo stesso tempo, destinazioni dell’Africa meridionale e dell’Asia centrale, come Città del Capo, Windhoek e Almaty, divennero regolarmente raggiungibili per la prima volta. L’attenzione si spostò dal semplice ampliamento delle rotte verso una rete di collegamenti intelligente: codeshare, partnership e, dal 1997, importanti alleanze divennero strumenti per estendere i servizi di Lufthansa oltre il singolo volo.

Aeromobili appartenenti ai cinque membri fondatori di Star Alliance nel maggio 1997.

Dall’hub al sistema multi-hub

Dal 2000 in poi, la rete di collegamenti Lufthansa si è evoluta, diventando un gruppo di diversi hub globali all’interno del Lufthansa Group. Gli aeromobili a fusoliera larga come gli A380, A330, A340-600 e 747-8, insieme all’espansione degli aeroporti di Francoforte e Monaco, hanno rafforzato le rotte intercontinentali e reso più efficienti i trasferimenti.

Il processo di crescita si è poi orientato sempre più verso alleanze e acquisizioni: SWISS nel 2007, Austrian Airlines nel 2009 e più tardi Brussels Airlines, con i loro hub e le loro reti regionali, hanno migliorato la rete del Lufthansa Group; Lufthansa Regional ed Eurowings hanno invece permesso di riorganizzare i servizi feeder e point-to-point. I servizi digitali come FlyNet® e i nuovi servizi premium negli hub hanno reso i viaggi all’interno della rete esistente più interessanti, senza la necessità di ricorrere a significative ulteriori espansioni geografiche.

Nel 2005 Lufthansa, insieme ai partner Star Alliance, è stata in grado di offrire voli verso oltre 780 destinazioni in tutto il mondo.
Quando è stato lanciato, l’Airbus A340-600 era l’aeromobile passeggeri più lungo del mondo.

Crisi, adeguamenti e uno sguardo al futuro

Nei primi anni 2020, la pandemia da COVID-19 ha fatto crollare il traffico aereo e la capacità di oltre il 90% per un certo periodo, riducendo l’ampia rete di rotte a pochi collegamenti principali. Con il graduale recupero dei servizi, lo sviluppo di un sistema multi-hub flessibile è tornato ad essere la priorità: moderni twin-jet a basso consumo di carburante come gli A350, 787 e 777-9 stanno sostituendo i vecchi aeromobili a quattro motori, per rendere la rete più ecosostenibile ed economica.